SIAMO TUTTI UN PO' EMBRIONI...

     
   

Non crediamo che chi si è "sbattuto" per chiedere un referendum per abrogare la legge 40 sia uno sprovveduto che un giorno si è svegliato e si è messo a raccogliere firme per occupare il tempo. Crediamo che sia qualcuno, competente sull'argomento, che CONSIDERA GIUSTO non mettere ipocriti paletti alla ricerca e vuol gridare le sue ragioni a chi, adesso, può impedirlo. Crediamo che per questo meriti di essere ascoltato.
                Il modo migliore per ignorarlo è non andare a votare sabato 12 giugno.

 

 

NON VOTARE equivale a fare il gioco di chi si è arrogato il diritto di legiferare sulla vita, scavalcando i diretti interessati, genitori e medici, e la loro sensibilità di autoregolamentazione.

VOTARE significa far prevalere la volontà del paese. Di chi ha promosso la legge, e si muoverà per difenderla o di chi vi si oppone, e tenterà di ostacolarla. Di chi, in ogni caso, ha scelto di scegliere, di prendere parola sull'argomento.

NON VOTARE significherà far prevalere la pigrizia, uccidere lo spirito del referendum facendolo fallire per mancanza del quorum! Un po' poco, riteniamo,  quando in ballo c'è la vita di un nascituro italiano!

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Sabato 12 giugno noi ci recheremo alle urne, leggeremo con attenzione tutti quesiti. Interrogheremo la nostra coscienza. Se ci detterà di astenerci, chiuderemo la nostra scheda, ci recheremo all'urna e la consegneremo bianca ma, comunque, voteremo.
 

DICIAMO 10 VOLTE SI'

Perchè solo il 10% dei politici sostiene il non voto per ragioni etiche, morali o religiose. La massa lo fa solo per accattivarsi il consenso della Chiesa e della parte più bigotta dei cattolici. (Vedi la strana concordanza tra Rutelli e Follini).

Perchè dire a qualcuno di non fare qualcosa è davvero odioso!
Un'indicazione di voto: "sì", "no", "destra", "sinistra", "Tizio" o "Caio" si può sopportare. Ti lascia, ancora, l'illusione di essere libero di scegliere. Ma
dire: "Non andare a votare!", oltre ad essere il banale sotterfugio di chi sa di non convincerti con argomenti, è una vera e propria prepotenza.

Perché in politica, forse non a tutti è noto, prima si prendono le decisioni e poi si fabbricano le argomentazioni a sostegno da comunicare all'elettorato.

Perché un politico, se è bravo, è in grado di essere convincente quando afferma tutto e poi il contrario di tutto.

Perché un Parlamento, composto per una parte da cialtroni e dalla restante da incompetenti in materia, non può sapere come è giusto comportarsi in caso di sterilità.

Perché è significativo che molte donne politiche si sono ribellate al proprio partito e si sono battute, stranamente unite, con la forza disperata di una minoranza scomoda e zoppa.

Perché quasi tutte le donne italiane (non giudichiamo le altre, neppure quelle che si fanno dire da un uomo cosa pensare) voteranno sì.
Le donne sanno cosa significa procreare e per una volta anche gli irriducibili dovrebbero affidarsi alla loro sensibilità. In fondo sono loro  a prendersi cura degli embrioni fino a renderli uomini e donne.

Perché, pur di distrarre l'attenzione pubblica dall'argomento, la parte più misogina  della destra parlamentare ha tirato fuori il pettegolezzo della tresca tra Fini e la ministra Prestigiacomo, non appena il bel vice premier, fascista pentito e sostenitore del sì redento, ha esternato le sue nuove posizioni sul referendum, facendo incazzare non poco gli amici di partito.

Perché la politica non è tutto e, da determinate cose, dovrebbe restare fuori!

Perché questa legge 40, non vieta il principio della fecondazione artificiale e della sperimentazione in assoluto, ma vi aggiunge solo dei paletti.

 

Quindi, nulla di altamente morale, cattolico o religioso. Come a dire che la cosa prima te la fa fare, ma poi la rende complicata e inutile!

La solita ipocrisia italiana, che non vuole le centrali nucleari, ma le tollera nell'immediato confine estero e ne compra l'energia prodotta. Che chiude le case di tolleranza, ma che va a puttane in mezzo alle strade. La solita Italia, che non consente casinò, salvo raccomandatissime eccezioni, ma a cui, il martedì sera, non si deve negare il pokerino a casa con gli amici, così come, il giovedì il calcetto... La solita ipocrisia italiana, che non consentirà le tecniche di fecondazione e di sperimentazione in patria, ma le ammirerà all'estero e le comprerà, quando potrà permetterselo...

   

rispondi

     
   

   Risposta a: "Siamo tutti un pò embrioni" - postato da Mario Ginestra   11/06/05

     
   

IO questo fine settimana andrò in barca! NON VOTO & NON MI RECHERO' ALLE URNE!!

     
   

    Finiamola col divulgare falsità sulla L.40/04 dicendo alla massa credulona e poco informata che è incostituzionale, confessionale, proibizionista, oscurantista, medioevale, nemica della scienza, antieuropea, contro la donna, atroce, inattuabile, in contrasto con legge sull'aborto e che provocherà un turismo procreatico.
    SE METTETE DA PARTE IL VOSTRO PREGIUDIZIO ANTICATTOLICO E ANTICLERICALE IO VI DICO CHE NON È VERO E VI SPIEGO ANCHE PERCHÈ [vedi i link in basso].
Mi spiace soltanto che persone della vostra sensibilità non riescano ad avere una visione autonoma e super partes o meglio apolitica.
    Portare la gente al voto già domenica mattina presto, é solo una furbata per fare in modo che già ai TG dell'ora di colazione si comunichi un'alta affluenza che induca gli incerti a votare in extremis.
   Da anni sostengo le ragioni della Pontificia Accademia pro Vita e questa é l'ora di combattere la battaglia morale.
    La mia, lungi dall'essere una critica personale nei vostri confronti, é solo un'opinione esposta a persone che ritengo intelligenti e con cui vale ancora la pena confrontarsi...
Non mi aspetto che degli scritti, come i files che Vi allego in copia, compaiano sul Vs. sito perché "qualcuno" non approverebbe... Non mi resta allora che aspettare lunedì sera per tirare un sospiro di sollievo o di amaro rincrescimento.
   Pensate che se vincesse il SI dovremmo uccidere anche Andrea Bocelli, l'ex Ministro Guidi ed alcuni ragazzi dawn (peraltro bravissimi pianisti e violinisti) di un centro che conosco, per far largo ad una società di tipo hitleriano dove vivrebbero solo bei ragazzoni alti 1.90 fisico scolpito, misto tra carattere nordeuropeo e brasiliano con bonazze da calendario Pirelli... Sì,sì come la bella famiglia del Mulino Bianco, dove guarda caso, tutti hanno gli occhi verdi o azzurri e sono biondi... ma io sono tranquillo, perché in famiglia da me siamo tutti con gli occhi chiari!!
...peccato che solo Crab, il mio setter inglese, li ha castani... dovevo prendere un Husky... Cavolo! Mi toccherà abbatterlo??? Nooooo!!!!!

Allora, sapete cosa farò domani prima di fare il mio bel tuffo in mare?
Leggero i giornali e quando avrò ancorato, dirò: "Benedetto XVI pensaci Tu!" e dopo splash!

P.S. : per eccesso di zelo, Vi consiglio - prima d'andare a votare - di leggere i link che seguono:
http://www.mpv.org/
http://www.comitatoscienzaevita.it/
http://www.academiavita.org/homepage1024.html
http://www.impegnoreferendum.it/NR/exeres/75E274D1-87DB-4AE7-818B-B10AC59853E5.htm
http://www.impegnoreferendum.it/Articoli/News/20050611.htm
http://www.impegnoreferendum.it/NR/exeres/58CB6250-1C26-43EF-8214-9663DBFF441D.htm
http://www.impegnoreferendum.it/Articoli/Commenti/20050611.htm

     
   

PRIMO REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO - 15 MAGGIO 2005

 

   

 

 

Non tutti sanno che (e, forse, a pochi interessa saperlo) domenica 15 maggio si voterà per un referendum.
Direte: "Un altro? Ma l'ultimo non era stato poco tempo fa?" . Ebbene sì, si susseguono in quantità senza lasciare il segno! L'argomento cambia di volta in volta e, presto, ce ne sarà ancora un altro.

Peccato perchè il referendum è stato uno strumento di democrazia importante in Italia. Ha segnato passi importanti come il divorzio, l'aborto. Ha addirittura, decretato la fine della monarchia e l'introduzione della repubblica, ed oggi, è malmenato, sbeffeggiato e denigrato dai più.

Domenica, il popolo sovrano deciderà sulla FUTURA LEGGE ELETTORALE DELLA REGIONE SICILIANA! E cioè, le norme che regolamenteranno la futura elezione del Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana.

Questo referendum si svolge in maniera particolare e insolita: non si voterà per eliminare (abrogare) una legge, ma per confermarla e, se anche una sola persona in tutta la Sicilia si recherà alla urne, il voto sarà considerato valido! (Tecnicamente si dice che non è necessario il quorum).
E' un argomento non indifferente se si considera che negli ultimi anni un modo sicuro per affossare un referendum sconveniente è stato alimentare l'astensionismo, già di per sé elevato a causa della disaffezione della gente alla politica.

Sicuramente, pochi sono i siciliani che hanno ben chiaro come è fatta la legge che andranno a votare o più semplicemente che sanno come è fatta una legge elettorale in genere.
Siamo certi, però, che in parecchi si chiederanno perché mai, con tutti i soldi che guadagnano i deputati dell'Assemblea, non se la sono fatta da soli la loro legge elettorale, invece di scocciare la gente che lavora?!

La risposta a questi quesiti sarebbe lunga, complicata e opinabile e non ci interessa indurvi a votare si o no al referendum, ma ci piacerebbe che un paio dei concetti in ballo fossero chiari:

a) IL LISTINO. Con l'originaria funzione di garantire i "numeri" alla maggioranza e favorire la governabilità è, nelle cose, una lista di "raccomandati" all'elezione. Per portare un paragone più familiare prendiamo un evento calcistico o mondano.
Diciamo che la quasi totalità di coloro che ambiscono a prendere parte a tale evento devono sottoporsi al pagamento di un biglietto, che è caro e non tanto semplice da trovare. Bene, la gente che si trova in quel listino, invece, per lo stesso evento troverà un prepagato al botteghino.
Alla faccia di tutti quelli che stanno dietro in coda!

La legge sottoposta referendum riduce il numero delle persone che possono essere inserite nel listino da 18 a 9 e specifica che ciascuna di loro debba anche candidarsi nelle liste proporzionali. In sostanza significa, tornando all'esempio precedente, che queste persone "raccomandate" saranno di meno e troveranno all'ingresso un biglietto per il quale, stavolta, saranno gentilmente invitati a fare un'offerta libera (anche di un euro o di un voto?). Bella vita! Noi riteniamo che sia più onesto eliminarlo del tutto... voi?

b) LO SBARRAMENTO DEL 5%. Significa, secondo quanto proposto, che nessun partito che non superi la soglia del 5% delle preferenze può accedere al Parlamento regionale.
Comporterà l'eliminazione dei partiti minori che, spesso, nonostante i loro numeri da prefisso telefonico, riescono a mettere i bastoni tra le ruote ai governanti, ricattandoli in nome della difesa dei propri interessi, spesso, davvero ristretti.
Siamo decisamente convinti nell'affermare che su questo punto stiamo dalla parte del legislatore e che, un po' di pulizia non può che fare bene alle casse della Sicilia.

ATTENZIONE! E' proprio su questo punto che si è scatenato quel putiferio che ha portato alla raccolta di firme e poi a questo referendum.
I partiti più piccoli non ci stanno a scomparire dalla politica siciliana a rinunciare all'ARS e ai suoi dolcissimi privilegi. E, si sa, essere eletti in un grande partito non è facile come farlo in uno a conduzione familiare!
PRINCIPALMENTE PER QUESTO VI CHIEDERANNO DI VOTARE NO.

c) LE QUOTE ROSA. La legge proposta prevede per i partiti l'obbligo "senza vicolo" (cioè, non esiste per chi sgarra neanche una piccola multa, neppure un richiamo verbale!) di candidare il 30% di donne nelle proprie liste. Altrimenti un pò ipocritamente espresso: "…una lista provinciale non può includere un numero di candidati dello stesso sesso superiore a due terzi".

Praticamente è come se una legge imponesse ai partiti di candidare almeno un terzo di persone che portino capelli biondi. E' chiaro che, per continuare con l'esempio, se su 10 candidati 3 hanno i capelli biondi, ci sarà una probabilità maggiore che uno degli eletti sia biondo.
Ma non sarà stata una volontà politica a determinare la sua elezione quanto piuttosto un mero calcolo di probabilità matematica!

Nella realtà politica le donne sono una minoranza, per barriere culturali che sono destinate a sgretolarsi col tempo, ma che oggi sono ancora molto alte. Nessuno fino ad oggi, ha mai loro negato la possibilità di essere messe in lista per elezioni complicate ed onerose come quelle regionali ma, obbiettivamente, dispongono, salvo eccezioni, di risorse inferiori per farcela.

L'essere costrette in lista non sarà, a rigor di logica, un aiuto e, addirittura, potrebbe tramutarsi in un sacrificio a cui alcune saranno chiamate affinché i partiti possano avere la coscienza a posto e dire di aver rispettato la legge in favore delle pari opportunità.


E' UN PO' IPOCRITA A PARER NOSTRO. Pensiamo, invece che alle donne in politica possano essere utili contributi economici oppure dare all'elettore la possibilità di esprimere un doppio voto. Uno voto da destinare al "politico di sempre", quello che è "lì da tutta la vita", che quando serve sa essere "utile", perché ha gli "agganci giusti". Un "voto libero" per una donna che "cortesie" ne può fare poche, ma che di politica sa parlare e la sa fare.

Questa alchimia si chiama "DOPPIA PREFERENZA DI GENERE!" e da sola sarebbe in grado di determinare la fantomatica "Rivoluzione rosa".
Ed è per questo che, udite udite, non passerà mai. E finché ci saranno ochette disposte ad applaudire ai partiti che danno loro i contentini passerà sotto silenzio! Nessuno urlerà mai allo scandalo. Tanto sono donne…

L'altra proposta, nell'ambito delle pari opportunità, definita dagli uomini (a cui in realtà non frega niente) e da alcune donne (che in realtà non capiscono niente) "rivoluzionaria", è quella che nel listino ad elezione sicura: "i candidati dopo il capolista devono essere inseriti secondo un criterio di alternanza tra uomini e donne". Quindi, facendo i conti, almeno 4 donne alla fine saranno elette... Peccato che nel listino regionale normalmente vadano soltanto amici ed amichette, senza riguardo ai cervelli, né alla politica.

Insomma, amici, se domenica voterete SI, confermerete la legge proposta dall'ARS che, ormai, quasi tutti hanno rinnegato. Votando NO rimetterete la palla in campo ed i deputati, in meno di un anno, dovranno cercare di partorire una nuova legge, che sarà frutto di nuovi compromessi, ma che, difficilmente, cambierà in meglio le sorti delle donne, della Sicilia, della democrazia in genere.

E se per caso domenica fosse una bella giornata vi auguriamo di godervi una fantastica gita al mare….

Se vi interessa saperne di più potrete leggere il testo della norma sul sito dell'assessorato agli Enti Locali al link di seguito riportato.
http://www.regione.sicilia.it/entilocali/elettorale/elez2005/testo.legge.regionale.mht

 

vuoi saperne ancora di più?

 

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