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PAPA: "SICILIA
TERRA BENEDETTA DA DIO". |
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di
Salvatore Cuffaro* 03/04/05 |
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Nel corso di un breve
momento di saluto, al termine di una cerimonia ufficiale cui avevo preso
parte, chiesi a Giovanni Paolo II di impartire la sua benedizione alla
nostra regione ed egli mi rispose, con un sorriso, che la Sicilia era
già benedetta da Dio.
Nell’espressione del volto ed in quelle parole, indelebilmente impresse
in me, ebbi a riconoscere gli accenti di un’intensa ed appassionata
paternità verso noi tutti siciliani. |
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E’ la stessa paternità sperimentata da milioni di donne e uomini che
sono stati raggiunti dall’infaticabile impeto missionario del Papa.
Quale certezza incrollabile lo ha animato e sostenuto così tenacemente,
anche nei momenti in cui un corpo segnato dalla sofferenza sembrava
abbandonarlo?
E’ la certezza che il desiderio più profondo di ogni uomo è destinata ad
avere una risposta e che il mondo non è fatto per naufragare tra le
violenze e l’ingiustizia di cui quotidianamente si nutre. C’è destino
buono del quale tutti possiamo partecipare, a condizione che la nostra
libertà non si tiri indietro. Questo è il manifesto con cui Giovanni
Paolo II si presentò all’umanità intera lanciando l’invito appassionato
a non avere paura e ad aprire, anzi, a spalancare le porte a Cristo.
Quest’invito è rivolto a popoli segnati dalle più diverse condizioni
sociali, politiche ed economiche. Di fronte a tutti il Santo Padre ha
sempre riproposto, con l’evidenza e la forza della sua testimonianza, la
centralità del rapporto con Cristo quale origine e fondamento oggettivo
della dignità della persona. Egli ci ha insegnato che l’uomo è fatto per
Dio e che, pertanto, nessun potere, ideologia o interesse può ridurlo a
qualcosa di meno. Nell’ambito del suo imponente magistero il Papa ha,
così, riproposto e profondamente arricchito l’insegnamento sociale della
Chiesa, ponendolo come argine a difesa di un’umanità che, ancora oggi,
viene umiliata e calpestata nella sua dignità da sistemi di pensiero e
di governo così come da modelli economici e poteri criminali. L’uomo,
difeso sin dal suo concepimento, è stato la grande passione di Giovanni
Paolo II, la cui voce è rimasta, spesso, l’unica a pronunciare una
parola di verità e di chiarezza su tante questioni controverse del
nostro tempo e a difesa dei più deboli. Si tratta della stessa voce che
abbiamo sentito tuonare nel 1993 nella Valle dei Templi ad Agrigento,
quando pronunciò la vibrante condanna della mafia e l’ammonimento severo
alla conversione rivolto ai mafiosi. |
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Ma non è stata l’unica volta che le parole del Papa sono risuonate in
terra di Sicilia.
In occasione dei suoi cinque viaggi nell’Isola Egli ci ha ripetutamente
rivolto suo pensiero ed il suo magistero.
Esso può condensarsi nell’esortazione amorevole e decisa a procedere
verso il bene e lo sviluppo, così da lasciarsi alle spalle le esperienze
del male ancora tristemente presenti, a tutto vantaggio delle grandi
qualità del nostro popolo, che sono state sempre esaltate insieme alla
radicata tradizione di fede, solidarietà e dialogo propria della storia
siciliana.
Forse questo tessuto umano e religioso era già stato presagito nel 1964
quando, ancora arcivescovo di Cracovia, Giovanni Paolo II si recò in
pellegrinaggio alla Madonna delle lacrime di Siracusa.
Alla stessa Madonna avrebbe reso omaggio, trent’anni dopo, da Pontefice
confermando un intensa devozione mariana che trova nell’Isola un
grandissimo riscontro.
Percepiamo quest’attenzione rivolta alla Sicilia nel corso di oltre un
decennio come un patrimonio d’insegnamento vivo ed attualissimo al quale
tutti, cristiani ed uomini di buona volontà, dobbiamo attingere, certi
di trovare in esso la strada sicura verso la crescita morale e sociale
della nostra terra.
La traccia impressa dal Pontefice nella storia della Chiesa e
dell’umanità, nel delicato passaggio dal secondo al terzo millennio,
resterà indelebile per tanti motivi di carattere pastorale, dottrinale,
sociale ed in certo qual modo anche politico. Ma c’è una ragione che più
di altre contribuirà a mantenere particolarmente caro a ciascuno di noi
Giovanni Paolo II: quella inesausta capacità di amore e di donazione di
sé che ci ha testimoniato sino agli ultimi istanti di vita.
Il Papa ci ha insegnato il valore profondo dell’essere e della vita,
offrendo a noi tutti senza alcun risparmio la sua stessa persona ed,
attraverso di essa, l’esperienza concreta ed umanissima dell’abbraccio
di Cristo alla nostra esistenza.
Di questo gli saremo perennemente grati, così come siamo grati a Dio di
averci concesso la grazia di essere accompagnati, nel nostro cammino di
cristiani e di uomini, da un così grande ed appassionato testimone di
fede e di umanità.
A Giovanni Paolo II giunga l’omaggio e la memoria grata e commossa di
tutto il popolo siciliano”. |
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(*) Presidente
della Regione Siciliana |
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