GALLERIA CAFFE' GUERBOIS
  a cura di Milvia Averna  

CESARE BERLINGERI "LO SPAZIO PIEGATO"

Inaugurazione mostra sabato 26 febbraio

Galleria Caffè Guerbois via Valdemone, 35 Palermo
aperta fino al 26 marzo
 
BELINGERI: L’ARTE CHE SI PIEGA MA NON SI SPIEGA

Un caffè con l’artista che attraverso le sue “piegature” comprime il tempo e lo spazio. 

Saranno in mostra, a Palermo, dal 26 febbraio fino al 26 marzo, presso la galleria d’arte Caffè Guerbois (via Valdemone 35), venti tele di Cesare Berlingeri l’artista calabrese che con le sue «piegature», grandi teloni scenici ridotti a fagotti di alcune decine di centimetri, dipinti ed intagliati, da trent’anni anni si è affermato nel mondo dell’arte, «tentando in maniera originale di comprimere il tempo e lo spazio in un’arte pulita che sa di silenzio e discostandosi coraggiosamente dalla pittura leziosa del nostro tempo e della nostra terra, il Sud» come afferma il curatore della mostra Alessandro Ammirata.

Berlingeri, che ha debuttato con una sua personale nel 1976 al teatro Vittorio Emanuele di Messina, sabato 26 febbraio, alle 18,00, presenterà personalmente la sua prima  mostra nel capoluogo siciliano, intitolata “Lo spazio piegato”, e attraverso le domande dell’esperto Marcello Palminteri, racconterà la sua «arte che si piega ma non si spiega».

Era la metà degli anni ’70, quando Cesare Berlingeri, allora scenografo della Rai, una sera, alla conclusione di uno spettacolo va per smontare un grande fondale, una notte stellata che aveva dipinto lui stesso, si rende conto di piega in piega che questa grande tela diventa un fagotto grande circa 80 cm, tanto simile ad un involucro di stoffa nero opaco che sua madre usava tenere al collo come amuleto. Nacquero allora le Piegature.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 13,00 e dalle 17,00 alle 20,00. Chiuso il lunedì mattina e festivi. L’ingresso è gratuito.

LA CRITICA DI MARCELLO PALMINTERI:

Nelle famose “piegature” la superficie è ora morbida e vellutata, ora liscia come una pietra levigata dall’acqua di un fiume, ora tesa e irsuta come pietre del deserto. Un linguaggio unico e riconoscibilissimo, che pone l'artista tra le voci più interessanti della ricerca astratto-concreta non solo nazionale. Grandi tele arrotolate in involucri di colore e ridotte, di piega in piega, a fagotti contenenti una materia più sordida e muta, come il tempo, o il silenzio, o il puro colore che assorbe e vivifica la materia del mondo, queste opere sembrano “piegare” spazio e il tempo alla volontà immaginifica dell'artista.

ALCUNE NOTE BIOGRAFICHE

Cesare Berlingeri è nato a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria,  nel 1948 vive e lavora a Taurianova (RC). E' uno dei maggiori artisti italiani e la sua opera è stata esposta nelle maggiori gallerie e musei del mondo. Inizialmente si occupa di decorazione e lavora come scenografo e costumista.  Nel 1976, per la prima rete RAI, realizza scene e costumi per uno spettacolo circense e poi  per il Faust di C. Marlowe con Tino Buazzelli.  Il suo temperamento d'artista assume una personalità sempre più spiccata: inizia a lavorare alle Trasparenze (1978), e quindi al ciclo degli Strappi, riconfermando il suo studio sulla tela in continua evoluzione e trasformazione. Da allora ha esposto  le proprie opere nelle principali piazze italiane tra cui Roma, Milano, Padova ed estere come Tokio, Salvador de Bahia,Rio de Janeiro, Pechino, Anversa, Miami e Toronto e altre. È’ citato in circa 150 pubblicazioni, tra articoli di giornale, testi e monografie.

 

  APPROFONDIMENTI
 
ALCUNE OPERE IN MOSTRA
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  COMUNICATI STAMPA

 

2010-02-23 SCHEDA BERLINGERI

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2010-02-24 APPROFONDIMENTI

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GALLERIA FOTOGRAFICA

PH F. DIA

 
     
     
APPROFONDIMENTI

Cesare Berlingeri è nato a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria,  nel 1948 vive e lavora a Taurianova (RC). E' uno dei maggiori artisti italiani e la sua opera è stata esposta nelle maggiori gallerie e musei del mondo. Inizialmente si occupa di decorazione e lavora come scenografo e costumista.  Nel 1976, per la prima rete RAI, realizza scene e costumi per uno spettacolo circense e poi  per il Faust di C. Marlowe con Tino Buazzelli. 

Il suo temperamento d'artista assume una personalità sempre più spiccata: inizia a lavorare alle Trasparenze (1978), e quindi al ciclo degli Strappi, riconfermando il suo studio sulla tela in continua evoluzione e trasformazione.

Da allora ha esposto  le proprie opere nelle principali piazze italiane tra cui Roma, Milano, Padova ed estere come Tokio, Salvador de Bahia,Rio de Janeiro, Pechino, Anversa, Miami e Toronto e altre. È’ citato in circa 150 pubblicazioni, tra articoli di giornale, testi e monografie.

I dipinti piegati vengono esposti nel ’90, dopo l’incontro con T. Trini che scrive: ”Ricordo che quando visitai lo studio di Taurianova, in preparazione di un’ampia mostra a Messina, Berlingeri duellava ancora con le perplessità dei suoi sostenitori, per lo più convinti che ‘quegli oggetti’ andassero fuori stile. Ma io ne fui subito entusiasta”. Opere Recenti, la mostra a cui Trini si riferisce, viene allestita nel foyer del Teatro Vittorio Emanuele, dove sono esposti alcuni dittici e per la prima volta le Piegature. Queste tele piegate ed impregnate di pigmento puro, abbozzate sin dal 1976 in piccole dimensioni, vengono adesso riprese e sviluppate.

L’idea delle Piegature nasce da un ricordo della sua infanzia: un piccolo involucro di stoffa nero opaco che sua madre usava tenere al collo come amuleto. Ma l’atto del piegare grandi tele dipinte viene messo in pratica per la prima volta in teatro. Mentre lavora ad una scenografia dipinge una notte stellata su un grande fondale. A spettacolo finito, quando è giunto il momento di smontarlo, si rende conto come di piega in piega, questa grande tela diventi un fagotto di circa ottanta centimetri.

In un’altra personale alla Fondazione Mudima (1999), sono esposti oltre alle Piegature, dei piccoli dipinti su piombo. Il piombo è per l’artista: “una materia sorda, una materia che assorbe. Una materia veramente silenziosa”. Sono presenti anche delle grandi tele segnate a carbone nelle quali affiorano “elementi figurali, segni quasi umani, ombre di presenze, cicli che discorrono” T.Trini.

Nel 2001 la New Art Gallery, di Padova ospita Dipinti Piegati. In uno dei pensieri tratti dal diario di studio, l'artista, a proposito delle Piegature, dice: "sono pitture che recano in sé un atto sigillato, un atto che indica il tempo della loro elevazione futura come atto di nascita. Ogni piegatura possiede l'intera infinità delle piccole percezioni. Mi fa pensare all'intuizione leibniziana di una goccia d'acqua che possiede al suo interno un intero universo, le cui gocce d'acqua contengono al loro interno nuovi universi e così via all'infinito".

I Corpi sono l’ultimo ciclo dei suoi lavori. E’questo è il titolo della personale che si tiene nel 2006 a MUDIMAdrie, Anversa. Sono corpi d’aria, rivestiti da una superficie levigata, generati da una materia “che agisce come il pane, cioè respira, si gonfia, cresce come la vita, come gli alberi. E poi la curiosità più bella è che bastano tre chiodi puntati qui e là e questa forma cresce in maniera diversa…” C. Berlingeri.

A Padova la Vecchiato New Art Galleries, presenta Vele per nessun mare (2007). I lavori proposti sono sculture, piegature in alluminio dipinte con pasta di smalto. Anche su questo metallo, come precedentemente per il ferro e per il piombo, avviene la ‘transustanziazione” attraverso il particolarissimo uso del colore.

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BERLINGERI SU PALERMO: «Avendo frequentato Palermo l’ho sempre trovata troppo bella per dedicarle una sola opera. Palermo è un’astrazione, come lo è Venezia, è una città reale fatta di contrasti. Di qua sono passati i più grandi intellettuali artisti di tutti i tempi e siccome il mio lavoro di solito assorbe ciò che mi sta attorno, spero assorba anche Palermo e che mi influenzi un grande ciclo di opere».

 

 
   

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