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REGIONE: DAI SINDACATI: "MANI IN ALTO". ILARDA NON DICA "MI
ARRENDO!" |
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L’ex magistrato, in una lettera aperta, dichiara la
propria resa ai sindacati |
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PP: 11 ottobre 2008 |
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Con fermezza aveva sposato lo stile Brunetta in
Sicilia, dichiarando guerra agli impiegati pigri e assenteisti e con
ottimi risultati. Del resto, i suoi trascorsi in magistratura
confortavano la sua missione, rendendolo un assessore alla
Presidenza difficilmente manovrabile dalla casta dei regionali
agguerriti nella difesa dei propri privilegi. Ma per ogni Achille
esiste un “tallone” e quello di Giovanni Ilarda si
chiama Giuliana, sua figlia, in forza allo staff di gabinetto dell’assessore ai Beni
culturali Udc, Antonello Antinoro. Un segreto di Pulcinella
confessato in tutto il suo imbarazzo alla stampa, dopo qualche no di
troppo rifilato ai rappresentanti dei lavoratori di mamma Regione.
Lo scandalo che non ha colpito solo Ilarda, la cui figlia si è
subito dimessa, ma tanti altri politici che non hanno resistito al
nepotismo, ha preso il nome di “parentopoli” e ha appannato
l’immagine pubblica dell’ex magistrato che pure tanto bene aveva
fatto allo “scassone” regionale. Ma a sancire la resa ufficiale
dell’assessore alla casta dei regionali è stata una lettera a firma
del suo portavoce, Manlio Viola e dove si legge: |
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«L’assessore regionale alla Presidenza Giovanni
Ilarda, di fronte all’ennesima accusa di “fannullonismo”
lanciata ai regionali, prende carta e penna e scrive una
lettera aperta ai dipendenti: Sono profondamente convinto,
per averlo verificato sul campo, che i lavoratori regionali
sono dei siciliani che, come me, amano la propria Terra in
maniera viscerale. Per questo sono sinceramente persuaso che
la stragrande maggioranza di loro è, come da sempre
sostengo, gente seria, rispettosa dei propri doveri e
impegnata nella propria attività al servizio dei cittadini.
Per queste ragioni sono indignato per le generalizzate ed
ingiuste accuse di “fannullonismo” che offendono me e la
Sicilia ancor prima di Voi». |
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Tra “amore della propria Terra” (scritto per giunta
maiuscolo), sicilianità e servizio ai cittadini e cioè tutta
la retorica tipica del politichese di stampo democristiano e
cuffariano, le speranze che Ilarda prosegua nella sua
battaglia contro l’inutilità ed improduttività del baraccone
regionale restano poche. E la conclusione della missiva non
ne offre di più: |
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«Da parte mia sarò sempre disponibile a qualsiasi
confronto e a qualsiasi critica, purché leale, aperta e
costruttiva. Alla mia porta, come sempre, può bussare
ciascuno di Voi in ogni momento, sia personalmente che per
mezzo delle organizzazioni sindacali». |
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Peccato. |
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