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Ma ad una bandiera così
illustre non si rinuncia facilmente, e così, alle centinaia
di manifestazioni che la sorella del giudice conduce in nome
della sua ingiusta morte, la destra per rivendicarne
pubblicamente l'appartenenza, ha scelto di opporne una in
cui, invece, ne si celebra la vita, o meglio la nascita,
ossia, il compleanno. |
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E’ questa la geniale
trovata che Fabio Granata, Simona Vicari e
Bartolo Sammartino, deputati dell’Assemblea
regionale siciliana che in comune hanno l’appartenenza al
movimento per la consapevolezza culturale “Vento”, hanno
escogitato per rendere il proprio omaggio a Paolo
Borsellino.
Un convegno dal titolo “Sarà bellissima”, citazione tratta
da un discorso dello stesso Borsellino, che si è tenuto lo
scorso 19 gennaio e che è stato ospitato dalla fondazione
Whitaker nella splendida Villa Amalfitano, a Palermo.
Nelle parole di tre giovani relatori, nella loro condanna
convinta del fenomeno mafioso e nel loro l’impegno sociale,
la vittoria dell’assunto di Borsellino, che affidava proprio
ai giovani e alla formazione di una reale cultura
antimafiosa la speranza di riuscita contro Cosa nostra.
Mauro La Mantia, presidente regionale di
Azione Giovani, la struttura che nel ’92, col nome di Fronte
della Gioventù, coniò la fortunata frase che ancora
campeggia sugli striscioni, sulle magliette e, come
un’invisibile medaglia, sul petto di molti palermitani:
“Meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino”;
Vincenzo Sparti, coordinatore universitario di Forza Italia,
Nino Sala, coordinatore regionale di Alleanza Etica, che ha
ricordato quei tristi momenti nel ’92 quando Borsellino
aveva contezza di essere “un cadavere che cammina”, di
essere stato abbandonato dallo Stato al suo destino.
Presenza significativa alla manifestazione, quella del
moderatore Fabio Tricoli, nella sua veste di
giornalista ma anche di amico di famiglia dei Borsellino.
Toccante la lettura di una missiva scritta dal giudice la
mattina del 19 luglio 1992 e lasciata a casa Tricoli poco
prima della tragica fine. Nonostante i mille impegni, voleva
concordare con un'insegnante un incontro con gli studenti.
“Si fermò al quarto punto”, precisa Tricoli con la voce che
tradisce il pianto.
Granata, respingendo la sterile retorica, “che uccide due
volte le vittime”, invita a tornare a chiedersi “come mai”.
Come mai, per esempio, non si conoscono, nonostante le
centinaia di pentiti in circolazione, il nome dei mandanti
politici della strage? Oppure, come mai, e aggiungiamo noi,
nonostante la città ne sia invasa e ogni novello magistrato
ne pretenda una, non fu possibile disporre di una zona
rimozione sotto casa del giudice e sotto la casa materna
dove poi fu ucciso?
Nella conclusione del pragmatico sindaco di Cefalù, Simona
Vicari, definita dal moderatore “la ciliegina della torta
che oggi simbolicamente abbiamo offerto nel giorno del
compleanno di Paolo”, il ritorno alla realtà, “finchè la
Sicilia sarà una terra di bisogno, una terra in cui lo stato
d’emergenza è l’abitudine e in cui la precarietà è la
normalità, il suo popolo non sarà libero dalla mafia e dalla
cattiva politica”.
Un giorno, il giudice Borsellino confessò: “Palermo non mi
piaceva, per questo ho cominciato ad amarla, per cambiare
con l’amore le cose più brutte”.
“Sarà bellissima” diventa il suo testamento. Quasi un
presagio. Grazie al suo sacrificio, e sulle gambe dei tanti
giovani che sulle idee e sul suo esempio si sono formati,
Palermo, e la Sicilia tutta, un giorno, opponendo
l’ottimismo della volontà al pessimismo della ragione,
saranno davvero bellissime. |
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